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Investire in pensione: perché non è mai troppo tardi

Solitamente associamo gli investimenti alla fase lavorativa della vita, agli anni in cui si percepisce un reddito, si risparmia e si costruisce lentamente il proprio patrimonio.

A questa “fase di accumulo” sembra poi seguire una seconda fase, quella del pensionamento, in cui, raggiunto un certo livello di sicurezza finanziaria, si riducono gli investimenti e ci si concentra soprattutto sulla protezione del patrimonio accumulato.

Ma questo approccio non tiene conto di un cambiamento demografico importante: viviamo più a lungo, in condizioni di salute migliori e con esigenze e progetti molto diversi rispetto alle generazioni precedenti.

Per questo, anche dopo il pensionamento può esserci spazio per gli investimenti: se la vita si allunga, anche il patrimonio deve essere ripensato per preservare il proprio valore nel tempo in cui ci dovrà accompagnare.  

“Alla mia età è troppo tardi per investire”

Non esiste, quindi, un momento della vita in cui il patrimonio smette di richiede attenzione e pianificazione. Con il passare degli anni, però, possono cambiare le esigenze, le priorità e gli obiettivi e, di conseguenza, anche il modo in cui il patrimonio deve essere gestito.

Per alcuni può diventare prioritario mantenere una maggiore disponibilità di liquidità; per altri preservare il potere d’acquisto dei propri risparmi. Altri ancora avranno come obiettivo il sostenere economicamente figli e nipoti, altri dovranno affrontare ingenti spese o pianificare il trasferimento del proprio patrimonio alle generazioni future.

Come vediamo, le sfide legate alla gestione del patrimonio possono essere numerose e complesse, anche nella terza età, e abbandonare completamente i propri investimenti e lasciare il patrimonio fermo non è mai la scelta più sicura, anche se appare come la più prudente.

La longevità: una nuova sfida per il patrimonio

Una delle principali sfide finanziarie legate alla longevità è il rischio di vivere più a lungo del proprio patrimonio.

La pensione non è necessariamente “un punto di arrivo”, ma l’inizio di un nuovo capitolo della propria vita. Una persona che va in pensione intorno ai 65 anni può avere davanti a sé ancora 20, 25 o persino 30 anni di vita, da vivere pienamente continuando a viaggiare, coltivare le proprie passioni, dedicarsi alla famiglia, realizzare progetti rimasti in sospeso o, semplicemente, scegliere liberamente come impiegare il proprio tempo.

Se gli anni della pensione si estendono per decenni allora le risorse accumulate devono essere sufficienti non soltanto a sostenere le esigenze dell’oggi, ma anche quelle di un futuro che potrebbe essere molto più lungo di quanto si immagini.

In quest’ottica, non dovrebbe sorprendere l’idea che, a 65 anni, si possano prendere in considerazione investimenti con un orizzonte di 20 o 25 anni: in questo modo il capitale continua a crescere e a preservare il proprio potere d’acquisto nel tempo.

La consulenza finanziaria nella terza età

La gestione del patrimonio nella terza età deve basarsi sul costruire un preciso equilibrio tra le esigenze di oggi e quelle degli anni a venire.

In una fase così delicata, il supporto di un consulente finanziario è fondamentale per costruire una strategia che tenga conto dell’orizzonte temporale, del livello di rischio sostenibile e degli obiettivi che si desidera raggiungere grazie al proprio patrimonio.

È questa la prospettiva con cui noi del Team Paperetti intendiamo la consulenza finanziaria: partire dalle persone, e non dal prodotto, per comprenderne esigenze, priorità e obiettivi e per costruire, insieme, una strategia capace di accompagnare il patrimonio nel tempo.

Vuoi saperne di più? Contattaci oggi per costruire insieme una strategia coerente con I tuoi obiettivi!